Il futuro da scrivere dei piccoli Borghi

Il futuro da scrivere dei piccoli Borghi

Il calo inesorabile della popolazione dei piccoli paesi d’Italia sta diventando un tema di particolare rilievo perché, soprattutto negli ultimi anni, il fenomeno ha assunto preoccupanti dimensioni. La scomparsa di molti piccoli centri e piccole comunità, presenti soprattutto lungo i rilievi collinari e montuosi, rischia infatti di diventare un fattore strutturale tale da pregiudicare la stessa fisionomia demografica del bel paese. Sono circa 8.000 i comuni in Italia e di questi circa il 71% conta meno di 5.000 abitanti, detti per questo piccoli comuni. Il numero di residenti nei piccoli borghi d’Italia cala inesorabilmente in molte aree decretando così un impoverimento demografico, economico e sociale tanto da parlare di ‘rischio di desertificazione’. Le cause di questo abbondono vanno anche ricercate nei molti problemi presenti: insufficiente presenza commerciale, mancanza di lavoro, pochi giovani residenti e molti anziani, mancanza di servizi e strutture. A volte in alcuni di questi paesi è difficile anche garantire diritti essenziali come la salute e l’istruzione. Oltre questi, i tagli alla spesa pubblica degli ultimi anni, hanno sottratto risorse finanziarie ai piccoli paesi compromettendo ulteriormente il mantenimento delle prestazioni essenziali erogati.

Aspetti questi che vanno ad impoverire socialmente ed economicamente le comunità in una prospettiva di lungo periodo.

Senza citarne altri, è lecito vedere in tutti questi fattori i limiti determinati da una politica miope, senza prospettive progettuali e orientata al giorno dopo e al proprio orticello. I nostri piccoli comuni scontano, fra le altre cose, anche l’assenza di un serio e ragionato piano di collaborazione. Solamente un apparato sinergico fattivo, che non sia un sottile rivestimento di facciata ma una concreta realtà collaborativa su più ambiti, può stabilire delle relazioni paritarie e di peso con investitori ed essere un referente per le grandi strutture statali erogatrici di servizi. Non si dimentichi infatti che i piccoli paesi rischiano di rimanere emarginati se non addirittura isolati, dalla distribuzione e fornitura di funzioni essenziali con gravi e ulteriori limitazioni per gli abitanti.

La strada della collaborazione fra piccoli centri è quella che, al momento, può garantire maggiore successo perché delinea una seri di condizioni tali da poter ridimensionare questa tendenza contrastandola efficacemente. I nostri campanili di secolare memoria con tutte la case raccolte attorno, avrebbero un peso diverso e non sarebbero più distanti, isolati e quindi più deboli. Questa tendenza può essere invertita solamente dando un impulso a queste collaborazioni e creando, ancora di più, le condizioni per una sinergia solida e di lunga prospettiva.

 

Piero Capozi

Ph. Franco Novecento Buttiglieri