Lampedusa, una delle mete più ambite per chi ama il mare

Una terra di confine tra due mondi

Un paradiso terrestre, così avevo sentito parlare dell’isola di Lampedusa, la più estesa dell’arcipelago delle Pelagie, dopo Linosa e Lampione. E la realtà ha superato le aspettative: un veloce volo da Roma (appena un’ora) per atterrare su una Terra a prima vista selvaggia, l’ideale per chi cerca pace, relax e una vacanza senza troppa mondanità.

Si respira un caldo clima ma non mi riferisco solo alla temperatura esterna ma a quella che si percepisce con la gente che vi abita, persone speciali, ospitali e generose.

Carmelo, il mio autista sorridente, mi spiega rapidamente la storia dell’isola mentre mi accompagna al “B & B del Cavaliere”: un luogo semplice, accogliente come Angelo e sua moglie (i proprietari), adiacente alla famosa e centralissima piazza Castello, dove si è appena conclusa la rassegna del cinema  “Il vento del Nord ” promossa è organizzata da Massimo Ciavarro.

Un giro veloce su via Roma, il corso principale, piena di ristoranti, locali e negozi tipici; non poteva mancare una spruzzata della fragranza dell’isola “O’ Scià Acqua di Lipadusa” e due chiacchiere con Marina Siena, la titolare della profumeria.

Poi via verso il Porto Vecchio, affascinante e solitario, Cala Palme fino ad arrivare alla porta d’Europa, un monumento dedicato ai migranti deceduti in mare. Un argomento delicato, questo, che spinge i mal informati ad escludere Lampedusa come meta delle vacanze. In realtà di immigrati non c’è traccia in giro per l’isola. Vicino la porta d’Europa, Cala Spugne, Cala Maluk… che meraviglioso mare pieno di sfumature. Cale e spiagge stupende dappertutto: Cala Croce, Cala Madonna, la Guitgia e la famosa Spiaggia dei Conigli. Ci si arriva a piedi , dopo circa dieci minuti di percorso una vista impagabile, uno scenario caraibico, qualsiasi foto non vi rende giustizia per la bellezza del luogo, dell’ acqua limpidissima. Famosa riserva naturale dove depone le uova la tartaruga Caretta Caretta.

Continua il tour con una bella camminata non proprio comodissima in un sentiero naturalistico per circa mezz’ora fino ad arrivare a Cala Pulcino, un’insenatura ideale per rilassarsi lontano dalla folla e la camminata è ben ripagata dall’acqua straordinaria dove le barche sembrano volare.

Per tutta onestà non riesco a trovare nulla di negativo in questa isola e nella mia vacanza (tanto da tornarci due volte in due mesi), sarà anche per l’ottima compagnia di mia figlia e di mio padre. Il cibo saporito e tipico, buono ovunque, dalle tavole calde per pranzi veloci agli spaghetti pistacchio e gamberetti di Giovanni Brignone presso il “Bar dell’amicizia” (cannolo siciliano sublime); indimenticabile il giro in barca sulla “Sissy”, di Gianluigi Brignone e di suo padre Giacomino, “Un lupo di mare”. Tuffarsi nelle acque delle più svariate sfumature di azzurro della Tabaccara è un’esperienza unica.

C’è ancora tanto da vedere e da vivere… una capatina in inverno per vedere il lato vero lontano dal turismo è un mio prossimo obiettivo.

È Italia, ma ti fa venire il mal d’Africa. A Lampedusa ci lasci il cuore… provare per credere.